Elisa's profile...io sono così perchè r...PhotosBlogListsMore Tools Help
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Ciao belli! Benvenuti nel mio space! Spero lo apprezziate, e se vi va lasciate un commentino. Anzi...lasciatelo e basta^^

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Mi raccomando però... cercate di evitare i commenti spam che contengano SOLO frasi del tipo "passa da me" ,"sono passato di qui"....
Non mi va che il mio space diventi il posto per far pubblicità ai vostri.

Ely


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Elisawrote:
ma lol un altro nabbo all'orizzonte =D ciaooo kelly, grazie per il saluto! ma dove sei finito, ti nerdizzi ancora 20 ore al giorno su GW?? fatti sentire qualche volta!
Mar. 25
nikkowrote:
ahah ho trovato sto sito sul vecchio forum pony.. cioè demone e daka camperate qua no comment -.- cmq ciao ely :P ( sono kele ) bella grafica .. giusto un saluto ! ciao ciao :D
Mar. 21
Marcowrote:
Daka culo lol. Comunque ely, sei troppo una fattona, cioè capisci che lol; vabbè se non capisci cioè boh. Aggiungo anche un: nonna belarda...
Dec. 25
Marco passi dal definirla una merda al definirla la donna perfetta! Cmq cos'è sta storia che 6 una maniaca sessuale e quando eravamo sul treno al ritorno da gardaland non ci hai fatto nulla??? CATTIVA!
Dec. 12
Marcowrote:
Se non posso dire ely emo, ripiegherò su un "Ely maniaca sessuale" U.u
Dec. 10
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http://img16.imageshack.us/img16/2315/senzatitolo2q.jpg


April 01

...and the wind, you can blow it

Se solo fossi vento.

 

Vento libero e perso

Senza voce e senza carne.

Vento senza paura.

 

Piccolo come un sospiro

E immenso come il cielo,

leggero come le nuvole

e vorace come il mare,

per sbranare il mondo

sfiorandolo appena

per spogliare un fiore

sgranandolo senza dita

e cullare le rondini

e danzare la sabbia

e piangere rugiada nell’aurora.

 

 http://img520.imageshack.us/img520/2814/amomentinawindbyfincs.jpg

 

Fossi vento t’amerei

Come s’amano i segreti appena nati

T’amerei sottovoce

Come le carezze dei bambini

E nell’aria soffice del crepuscolo

Ti coglierei, come si colgono le rose più fragili

Per portarti lontano

Oltre le tempeste e la bonaccia

Oltre il silenzio e le canzoni

E forse anche morire sull’orlo della vita

In bilico tra cielo e stelle

Mano nella mano all’infinito.

http://img240.imageshack.us/img240/7143/skyartistrybypierredevl.jpg


March 08

Come grilli

Come grilli

 

Il canto

della vita

ogni giorno

s’accorcia

verso il notturno,

solitario vuoto.

Meglio stonati,

dunque,

che silenziosi.

 

Dario Bertini


http://img156.imageshack.us/img156/3689/sunsetinawheatfield.jpg

February 21

No words

Come sottili gocce nell'oceano

morte prima d'aver inteso la loro essenza

così i sussurri al cuore

si spengono prima d'essersi illuminati in versi.

 

Come rugiada al sole

l'essenza svanisce all'infinito

il bisbiglio si fa buio

ucciso dalla luce

senza principio, senza meta

un solo vagare in eterno senza essere,

un ardere senza fiamme

un vivere senza piangere.

 

Quel Piangere di lacrime

partorite per l'abisso

un abisso macchiato di stelle

un abisso macchiato di poesia.


http://img4.imageshack.us/img4/6325/stars1970.jpg


Sapete, una volta sapevo scrivere anche io.

Ora non più.

February 10

sempre

http://img8.imageshack.us/img8/9359/548pmbymarielliottaz0.jpg



È così infinitamente meraviglioso vivere.

Sempre.

ci sono anch'io!

http://img8.imageshack.us/img8/7251/sunkissedbygirltrippedpw9.jpg

Ci sono anch’io

Max pezzali

Io
di risposte non ne ho
mai avute mai ne avrò
di domande ne ho quante ne vuoi
e tu
neanche tu mi fermerai
neanche tu ci riuscirai
io non sono
quel tipo di uomo e non lo sarò mai
Non so se la rotta è giusta o se
mi sono perduto ed è
troppo tardi
per tornare indietro così
meglio che io vada via
non pensarci, è colpa mia
questo mondo
non sarà mio

Non so
se è soltanto fantasia
o se è solo una follia
quella stella lontana laggiù
Però
io la seguo e anche se so
che non la raggiungerò
potrò dire
ci sono anch'io

Non è
stato facile perchè
nessun' altro a parte me
ha creduto
però ora so
che tu
vedi quel che vedo io
il tuo mondo è come il mio
e hai guardato
nell'uomo che sono e sarò
Ti potranno dire che
non può esistere
niente che non si tocca o si conta o si compra perchè
chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te

E so
che non è una fantasia
Non è stata una follia
quella stella
la vedi anche tu
perciò
io la seguo ed adesso so
che io la raggiungerò
perché al mondo
ci sono anch'io
perché al mondo
ci sono anch'io
ci sono anch'io
ci sono anch'io

December 25

Buon Natale

http://img205.imageshack.us/img205/1899/senzatitolo2ci6.jpg
http://img267.imageshack.us/img267/993/nativitid3.jpg

"Da ricco che era si è fatto povero per voi, affinchè voi diventaste ricchi della sua povertà"

Non dimentichiamo il festeggiato, non permettiamo che le lucine dei negozi e i regali sotto l'albero ci impediscano la contemplazione di quel Dio così grande da sapersi fare così piccolo.
Buon Natale
December 22

quattro calcoli sul lavoro di babbo natale

4 Dicembre1999

Scienza & magia

Quattro calcoli sul lavoro di Babbo Natale

a cura di Prochemi

Sempre che esista la specie, il simpatico vecchietto per consegnare i suoi regali a chi li merita avrebbe bisogno dell’aiuto di 229.500 renne “volanti” capaci di trascinare un carico di 354.173 tonnellate e di viaggiare a 1.037 chilometri al secondo

http://img508.imageshack.us/img508/6951/santabypyteomd5.jpg

Vi siete mai domandati: «Esiste Babbo Natale?» Beh, poco male: c’è sempre una prima volta. Per avere una risposta più o meno precisa ci si può rifare a qualche semplice calcolo matematico.
Partiamo da un dato essenziale: il mezzo di trasporto. Ebbene, nessuna specie conosciuta di renne è in grado di volare, tuttavia ci sono 300mila organismi viventi ancora da classificare (nonostante la maggior parte di essi siano insetti e germi) non possiamo a priori escludere tra questi la “renna volante”.
Ci sono, poi, 2 miliardi di bambini (persone sotto i 18 anni) nel mondo. Ma siccome Babbo Natale non si occupa di bimbi musulmani, indù, giudei e buddisti, questo riduce il calcolo al 15 per cento del totale (321,3 milioni circa). Supponendo, inoltre, una media di 3,5 bambini per nucleo familiare, otteniamo 91,8 milioni di case, in cui collochiamo almeno un bimbo buono. Santa Klaus dispone di 31 ore lavorative per consegnare i regali, grazie ai diversi fusi orari e alla rotazione della terra, sempre che viaggi secondo logica da est a ovest. Ciò comporta 822,6 visite al secondo (91,8 milioni di fermate). Di conseguenza per ogni nucleo familiare cristiano con bimbi, ha a disposizione un millesimo di secondo per parcheggiare, saltare giù dalla slitta, scendere nel camino, riempire le calze, distribuire i regali rimanenti sotto l’albero, mangiare qualsiasi cosa gli sia stata lasciata, risalire il camino, rimontare sulla slitta e recarsi alla casa successiva.
E qui arriva il bello. Se si suppone che ognuna di queste 91,8 milioni di fermate siano uniformemente distribuite sulla superficie terrestre, Babbo Natale mediamente dovrà percorre 1,26 chilometri per casa per un viaggio complessivo di 115,668 milioni di chilometri. Ciò significa che a sua slitta si deve spostare a 1.037 chilometri al secondo (3 volte la velocità del suono). Ma una renna normale riesce al massimo a raggiungere la velocità di 24km/h. Va, quindi, considerato il carico medio utile sulla slitta: a non più di una scatola di 1 kg a bambino buono la slitta trasporterebbe 354.173 tonnellate. Sulla terra una renna normale non può trasportare più di 140 kg, ma concediamo a quelle ‘volanti” una capacità di carco 10 volte superiore: abbiamo, dunque, bisogno di ben 229.500 renne.
Orbene, 354.173 tonnellate che viaggiano a 1.037 chilometri al secondo sono soggette a un’enorme resistenza dell’aria, che scalderebbe le renne alla stessa temperatura di una navicella spaziale al rientro nell’atmosfera terrestre: ciascuna coppia di esse alla guida assorbirebbe 14,3 quintilioni di joule di energia al secondo. In breve: queste s’incendierebbero quasi istantaneamente coinvolgendo anche le renne dietro di loro e creando assordanti esplosioni lungo la loro scia. L’intera squadra verrebbe disintegrata in 4,26 millesimi di secondo. Babbo Natale, inoltre, verrebbe esposto a una forza centrifuga 17.500,06 volte maggiore della forza di gravità. Un Babbo Natale di 113 chilogrammi verrebbe premuto contro la slitta da una forza di 1.957.257,88 chilogrammi.
In conclusione, secondo le nozioni di matematica e fisica, se mai Babbo Natale avesse distribuito regali nella notte del 25 dicembre, ora sarebbe sicuramente morto. Per fortuna, accanto al mondo dei calcoli, c’e quello di fantasia, magia e immaginazione.


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December 18

clouds of reality, couds of my fantasy

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Non so precisamente che definizione accostare alla parola fantasia. Probabilmente non so nemmeno io in cosa consista, questa strana entità (sempre che entità si possa definire).

So bene invece cos’è la realtà: è l’aria che respiro, è l’inchiostro che colora il pallore di questo foglio, è mia madre che non cambierei con nulla al mondo, ma è anche la sveglia che immancabilmente si fa sentire alle sei di mattina, il pianto discreto di un amico, mio papà che non cammina più.

Se parlo di realtà, davanti ai miei occhi si delinea un’immagine grigia, di città plumbea, di macchine rombanti, di rumore e lacrime.

La fantasia invece si può fare solo a occhi chiusi: la sua bellezza sta nei confini inesistenti che reca a sé, nell’arcobaleno di possibilità che offre.

La realtà è unicamente capace di piombarci innanzi e di dirci “sono così”, con un tono di voce abbandonato a mo’ di pendolo tra perfidia e rassegnazione. Credo che in fondo sia infettata da misteriose manie di protagonismo: vuole sempre essere al centro, sentirsi la prima, quella che fa discutere e che non lascia spazio al resto. Anzi, sono convinta che odi tutto ciò che non è lei, e tenti di farci credere che non esiste altro al di fuori della sua controversa natura.

Se guardo la realtà mi stupisce sempre una cosa: riesce ad essere più terribilmente fantasiosa di qualsiasi fantasia. Mi capita spesso di ammutolire di fronte agli orrori che attanagliano il nostro mondo o che lo hanno attanagliato, dalle camere a gas hitleriane alle raccapriccianti torture cui alcune donne dei paesi più arretrati sono sottoposte, fino ai terribili atti di pedofilia che corrodono la società odierna. Riflettendoci, mi sono resa conto che nemmeno l’angolo più controverso della mia fantasia sarebbe stato capace anche solo di immaginare orrori simili. Forse ha ragione Pavese nell’affermare che «La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.»

Solo il reale è capace di costruire mostri così spaventosi e, quel che è peggio, non ci lascia via di scampo.

Dinnanzi a ciò, sono convinta che nel momento in cui Dio decise di armarci di fantasia, mirò proprio a plasmarla come uno scudo in difesa dal mare di triboli che rivestono la realtà.

Se potessimo analizzarne a fondo la sua evanescente essenza, ci accorgeremmo che la fantasia, prima di tutto, mira a farci fuggire dalla realtà per sopravvivere ad essa.

È il mezzo preferito (e forse l’unico) dalla mente per scoprire terre inesplorate e inesistenti, per costruirsi i lieti fini che stentano a far capolino nella vita di ogni giorno, per estraniarsi completamente dalle tribolazioni tipiche del mondo sensibile.

È dolce accorgersi di come noi, misere creature, ci abbandoniamo senza esitare alle evanescenti braccia della fantasia, animati da una fiducia incrollabile in quest’ultima. Fiducia resa possibile dall’evanescenza delle sue creazioni e dalla libertà profonda e pura che ci caratterizza nella dimensione del fantastico. Nella fantasia il finale di ogni storia può essere cambiato, la principessa può sposare il principe o può essere ghermita dalle enormi fauci del drago cattivo, nella fantasia si può tornare indietro e ricreare una storia da capo, senza conseguenze, come se nulla fosse accaduto.

La fantasia assomiglia al pongo, puoi stringerla tra le mani dell’anima e cambiarle forma, puoi volare tra i suoi cieli senza timore di precipitare.

Eppure nel mondo non è la fantasia a renderci felici.

La realtà, incollata inscindibilmente alle sue mille e mille atrocità, è anche la sola capace di regalarci gioie vere.

I nostri sentimenti più profondi, le nostre sensazioni più forti, non saranno mai legati all’irreale, ma a qualcosa di tangibile, che sia una canzone, che sia il cielo, che sia una persona.

Allora che ce ne facciamo della fantasia? Bisogna abbandonarla laggiù, nelle ormai dimenticate lande della nostra infanzia?

Sì, perché sono i piccini i più autentici uomini di fantasia, intrappolati in un mondo di fate e folletti fino al punto di non essere in grado di scindere ciò che è frutto delle loro menti colorate da ciò che sta invece nella grigia realtà che li circonda.

Cosa ce ne facciamo, di questa amata e odiata fantasia?

Qualcuno suggerisce di tornare bambino per poter vivere del proprio mondo, non del mondo di tutti.

Molti finiscono per dimenticarsi persino chi sono, tanto la realtà li incatena a sé: con lentezza e perseveranza estenuante soffocano il “fanciullino” che Pascoli avrebbe saputo trovarvi, sotterrando insieme a lui le ali che avrebbero potuto regalar loro dolci capriole, nel cielo annuvolato in rosa che abita la fantasia.

Pensando a queste povere e, dopotutto, innocenti vittime del reale, mi trovo a provare per loro una certa compassione, come di fronte a un bimbo che ha perso il suo giocattolo preferito, e si ostina a cercarlo dove non sarà mai.

La realtà è che questi uomini, perdendo il loro angolo da sognatori, hanno smarrito anche la via volta a quella serenità color pastello dipinta nell’animo degli uomini di fantasia.

La realtà è che questi, con la fantasia, con l’immaginazione, con i loro sogni più soffici, hanno perduto anche la speranza, quella leggera speranza che permette di guardare al domani con un sorriso sincero e con qualche battito del cuore in più.

Oscar Wilde diceva che “Nulla dovrebbe essere oltre la speranza. La vita è una speranza.”

Che forse costoro stiano soffocando persino il proprio vivere?

Che abbiano finito persino per immolarsi alla dea realtà, ad un mondo di fredde cifre e gelido denaro?

È così bello chiudere gli occhi e vedere il cielo.

Chissà se lo scopriranno mai… chissà se mai si renderanno conto del potere della fantasia, il cucchiaino di zucchero nel caffè, l’innocuo dolcificante per una vita troppo amara, il colorito appiglio dell’anima di fronte al cupo baratro di una fredda realtà.

Spero solo che prima o poi il mondo intero impari a inchinarsi di fronte ad un bimbo che sa volare col suo aeroplanino di carta, sfiorando sotto voce la felicità.


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c'è qualche aggiunta nei commenti, se vi va date un'occhiata ;)

farewell

Farewell


 http://img391.imageshack.us/img391/6692/downpourleonidafremovbyxb4.jpg


Dal fondo di te, e inginocchiato,

un bimbo triste, come te, ci guarda.

Per quella vita che arderà nelle sue vene

Dovrebbero legarsi le nostre vite.

Per quelle mani, figlie delle tue mani,

dovrebbero uccidere le mie mani.

Per i suoi occhi, aperti sulla terra

Vedrò un giorno le lacrime nei tuoi.

Io non voglio, Amata.

Perché nulla ci leghi,

che nulla ci unisca.

Né la parola che profumò la tua bocca

ne' ciò che le parole non dissero…

Ne' la festa d'amore che non avemmo

ne' i tuoi singhiozzi vicino alla finestra

(Amo l'amore dei marinai

che baciano e se ne vanno.

Lasciano una promessa.

Mai più ritornano.

In ogni porto una donna attende:

i marinai baciano e se vanno.

Una notte si coricano con la morte

nel letto del mare.)

Amo l'amore che si suddivide

in baci, letto e pane.

Amore che può essere eterno

e può essere fugace.

Amore che vuol liberarsi

per tornare ad amare.

Amore divinizzato che si avvicina

Amore divinizzato che se ne va.

Più non si incanteranno i miei occhi nei tuoi,

più non si addolcirà vicino a te il mio dolore.

Ma dovunque andrò porterò il tuo sguardo

e dove andrai porterai il mio dolore.

Fui tuo, fosti mia. Cos'altro? Insieme facemmo

un angolo di strada dove l'amore passò.

Fui tuo, fosti mia. Tu sarai di colui che t'amerà,

di colui che taglierà nel tuo orto ciò che io ho

seminato.

Me ne vado. Son triste: ma sempre sono triste.

Vengo dalle tue braccia. Non so dove vado.

... Dal tuo cuore mi dice addio un bimbo.

Ed io gli dico addio.

 

Pablo Neruda

 
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Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poterla avere, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio.

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Cipollini!

...io sono così perchè rispecchio quello che ho dentro...

"....ho deciso di vivere la mia vita come una favola.Solo che questa non è stata ancora scritta."