Elisa's profile...io sono così perchè r...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Ciao belli! Benvenuti nel mio space! Spero lo apprezziate, e se vi va lasciate un commentino. Anzi...lasciatelo e basta^^ ![]() Mi raccomando però... cercate di evitare i commenti spam che contengano SOLO frasi del tipo "passa da me" ,"sono passato di qui".... Non mi va che il mio space diventi il posto per far pubblicità ai vostri. Ely
Elisawrote:
ma lol un altro nabbo all'orizzonte =D ciaooo kelly, grazie per il saluto! ma dove sei finito, ti nerdizzi ancora 20 ore al giorno su GW?? fatti sentire qualche volta!
Mar. 25
nikkowrote:
ahah ho trovato sto sito sul vecchio forum pony.. cioè demone e daka camperate qua no comment -.- cmq ciao ely :P ( sono kele ) bella grafica .. giusto un saluto ! ciao ciao :D
Mar. 21
Marcowrote:
Daka culo lol. Comunque ely, sei troppo una fattona, cioè capisci che lol; vabbè se non capisci cioè boh. Aggiungo anche un: nonna belarda...
Dec. 25
Stefano Ballabiowrote:
Marco passi dal definirla una merda al definirla la donna perfetta! Cmq cos'è sta storia che 6 una maniaca sessuale e quando eravamo sul treno al ritorno da gardaland non ci hai fatto nulla??? CATTIVA!
Dec. 12
Marcowrote:
Se non posso dire ely emo, ripiegherò su un "Ely maniaca sessuale" U.u
Dec. 10
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April 01 ...and the wind, you can blow itSe solo fossi vento.
Vento libero e perso Senza voce e senza carne. Vento senza paura.
Piccolo come un sospiro E immenso come il cielo, leggero come le nuvole e vorace come il mare, per sbranare il mondo sfiorandolo appena per spogliare un fiore sgranandolo senza dita e cullare le rondini e danzare la sabbia e piangere
rugiada nell’aurora.
Fossi vento t’amerei Come s’amano i segreti appena nati T’amerei sottovoce Come le carezze dei bambini E nell’aria soffice del crepuscolo Ti coglierei, come si colgono le rose più fragili Per portarti lontano Oltre le tempeste e la bonaccia Oltre il silenzio e le canzoni E forse anche morire sull’orlo della vita In bilico tra cielo e stelle Mano nella mano all’infinito.
March 08 Come grilliCome grilli
Il canto della vita ogni giorno s’accorcia verso il notturno, solitario vuoto. Meglio stonati, dunque, che silenziosi.
Dario Bertini
February 21 No wordsCome sottili gocce nell'oceano morte prima d'aver inteso la loro essenza così i sussurri al cuore si spengono prima d'essersi illuminati in versi.
Come rugiada al sole l'essenza svanisce all'infinito il bisbiglio si fa buio ucciso dalla luce senza principio, senza meta un solo vagare in eterno senza essere, un ardere senza fiamme un vivere senza piangere.
Quel Piangere di lacrime partorite per l'abisso un abisso macchiato di stelle un abisso macchiato di poesia.
Sapete, una volta sapevo scrivere anche io. Ora non più. ci sono anch'io!![]() Ci sono anch’io Max pezzali Io December 25 Buon Natale![]() ![]() "Da ricco che era si è fatto povero per voi, affinchè voi diventaste ricchi della sua povertà" Non dimentichiamo il festeggiato, non permettiamo che le lucine dei negozi e i regali sotto l'albero ci impediscano la contemplazione di quel Dio così grande da sapersi fare così piccolo. Buon Natale December 22 quattro calcoli sul lavoro di babbo natale4 Dicembre1999 Scienza & magia Quattro calcoli sul lavoro di Babbo Natale a cura di Prochemi Sempre che esista la specie, il
simpatico vecchietto per consegnare i suoi regali a chi li merita avrebbe
bisogno dell’aiuto di 229.500 renne “volanti” capaci di trascinare un carico di
354.173 tonnellate e di viaggiare a 1.037 chilometri
al secondo
Vi siete mai domandati: «Esiste Babbo
Natale?» Beh, poco male: c’è sempre una prima volta. Per avere una risposta più
o meno precisa ci si può rifare a qualche semplice calcolo matematico.
December 18 clouds of reality, couds of my fantasy![]() Non so precisamente che definizione accostare alla parola fantasia. Probabilmente non so nemmeno io in cosa consista, questa strana entità (sempre che entità si possa definire). So bene invece cos’è la realtà: è l’aria che respiro, è l’inchiostro che colora il pallore di questo foglio, è mia madre che non cambierei con nulla al mondo, ma è anche la sveglia che immancabilmente si fa sentire alle sei di mattina, il pianto discreto di un amico, mio papà che non cammina più. Se parlo di realtà, davanti ai miei occhi si delinea un’immagine grigia, di città plumbea, di macchine rombanti, di rumore e lacrime. La fantasia invece si può fare solo a occhi chiusi: la sua bellezza sta nei confini inesistenti che reca a sé, nell’arcobaleno di possibilità che offre. La realtà è unicamente capace di piombarci innanzi e di dirci “sono così”, con un tono di voce abbandonato a mo’ di pendolo tra perfidia e rassegnazione. Credo che in fondo sia infettata da misteriose manie di protagonismo: vuole sempre essere al centro, sentirsi la prima, quella che fa discutere e che non lascia spazio al resto. Anzi, sono convinta che odi tutto ciò che non è lei, e tenti di farci credere che non esiste altro al di fuori della sua controversa natura. Se guardo la realtà mi stupisce sempre una cosa: riesce ad essere più terribilmente fantasiosa di qualsiasi fantasia. Mi capita spesso di ammutolire di fronte agli orrori che attanagliano il nostro mondo o che lo hanno attanagliato, dalle camere a gas hitleriane alle raccapriccianti torture cui alcune donne dei paesi più arretrati sono sottoposte, fino ai terribili atti di pedofilia che corrodono la società odierna. Riflettendoci, mi sono resa conto che nemmeno l’angolo più controverso della mia fantasia sarebbe stato capace anche solo di immaginare orrori simili. Forse ha ragione Pavese nell’affermare che «La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.» Solo il reale è capace di costruire mostri così spaventosi e, quel che è peggio, non ci lascia via di scampo. Dinnanzi a ciò, sono convinta che nel momento in cui Dio decise di armarci di fantasia, mirò proprio a plasmarla come uno scudo in difesa dal mare di triboli che rivestono la realtà. Se potessimo analizzarne a fondo la sua evanescente essenza, ci accorgeremmo che la fantasia, prima di tutto, mira a farci fuggire dalla realtà per sopravvivere ad essa. È il mezzo preferito (e forse l’unico) dalla mente per scoprire terre inesplorate e inesistenti, per costruirsi i lieti fini che stentano a far capolino nella vita di ogni giorno, per estraniarsi completamente dalle tribolazioni tipiche del mondo sensibile. È dolce accorgersi di come noi, misere creature, ci abbandoniamo senza esitare alle evanescenti braccia della fantasia, animati da una fiducia incrollabile in quest’ultima. Fiducia resa possibile dall’evanescenza delle sue creazioni e dalla libertà profonda e pura che ci caratterizza nella dimensione del fantastico. Nella fantasia il finale di ogni storia può essere cambiato, la principessa può sposare il principe o può essere ghermita dalle enormi fauci del drago cattivo, nella fantasia si può tornare indietro e ricreare una storia da capo, senza conseguenze, come se nulla fosse accaduto. La fantasia assomiglia al pongo, puoi stringerla tra le mani dell’anima e cambiarle forma, puoi volare tra i suoi cieli senza timore di precipitare. Eppure nel mondo non è la fantasia a renderci felici. La realtà, incollata inscindibilmente alle sue mille e mille atrocità, è anche la sola capace di regalarci gioie vere. I nostri sentimenti più profondi, le nostre sensazioni più forti, non saranno mai legati all’irreale, ma a qualcosa di tangibile, che sia una canzone, che sia il cielo, che sia una persona. Allora che ce ne facciamo della fantasia? Bisogna abbandonarla laggiù, nelle ormai dimenticate lande della nostra infanzia? Sì, perché sono i piccini i più autentici uomini di fantasia, intrappolati in un mondo di fate e folletti fino al punto di non essere in grado di scindere ciò che è frutto delle loro menti colorate da ciò che sta invece nella grigia realtà che li circonda. Cosa ce ne facciamo, di questa amata e odiata fantasia? Qualcuno suggerisce di tornare bambino per poter vivere del proprio mondo, non del mondo di tutti. Molti finiscono per dimenticarsi persino chi sono, tanto la realtà li incatena a sé: con lentezza e perseveranza estenuante soffocano il “fanciullino” che Pascoli avrebbe saputo trovarvi, sotterrando insieme a lui le ali che avrebbero potuto regalar loro dolci capriole, nel cielo annuvolato in rosa che abita la fantasia. Pensando a queste povere e, dopotutto, innocenti vittime del reale, mi trovo a provare per loro una certa compassione, come di fronte a un bimbo che ha perso il suo giocattolo preferito, e si ostina a cercarlo dove non sarà mai. La realtà è che questi uomini, perdendo il loro angolo da sognatori, hanno smarrito anche la via volta a quella serenità color pastello dipinta nell’animo degli uomini di fantasia. La realtà è che questi, con la fantasia, con l’immaginazione, con i loro sogni più soffici, hanno perduto anche la speranza, quella leggera speranza che permette di guardare al domani con un sorriso sincero e con qualche battito del cuore in più. Oscar Wilde diceva che “Nulla dovrebbe essere oltre la speranza. La vita è una speranza.” Che forse costoro stiano soffocando persino il proprio vivere? Che abbiano finito persino per immolarsi alla dea realtà, ad un mondo di fredde cifre e gelido denaro? È così bello chiudere gli occhi e vedere il cielo. Chissà se lo scopriranno mai… chissà se mai si renderanno conto del potere della fantasia, il cucchiaino di zucchero nel caffè, l’innocuo dolcificante per una vita troppo amara, il colorito appiglio dell’anima di fronte al cupo baratro di una fredda realtà. Spero solo che prima o poi il mondo intero impari a inchinarsi di fronte ad un bimbo che sa volare col suo aeroplanino di carta, sfiorando sotto voce la felicità.
farewellFarewell Dal fondo di te, e inginocchiato, un bimbo triste, come te, ci guarda. Per quella vita che arderà nelle sue vene Dovrebbero legarsi le nostre vite. Per quelle mani, figlie delle tue mani, dovrebbero uccidere le mie mani. Per i suoi occhi, aperti sulla terra Vedrò un giorno le lacrime nei tuoi. Io non voglio, Amata. Perché nulla ci leghi, che nulla ci unisca. Né la parola che profumò la tua bocca ne' ciò che le parole non dissero… Ne' la festa d'amore che non avemmo ne' i tuoi singhiozzi vicino alla finestra (Amo l'amore dei marinai che baciano e se ne vanno. Lasciano una promessa. Mai più ritornano. In ogni porto una donna attende: i marinai baciano e se vanno. Una notte si coricano con la morte nel letto del mare.) Amo l'amore che si suddivide in baci, letto e pane. Amore che può essere eterno e può essere fugace. Amore che vuol liberarsi per tornare ad amare. Amore divinizzato che si avvicina Amore divinizzato che se ne va. Più non si incanteranno i miei occhi nei tuoi, più non si addolcirà vicino a te il mio dolore. Ma dovunque andrò porterò il tuo sguardo e dove andrai porterai il mio dolore. Fui tuo, fosti mia. Cos'altro? Insieme facemmo un angolo di strada dove l'amore passò. Fui tuo, fosti mia. Tu sarai di colui che t'amerà, di colui che taglierà nel tuo orto ciò che io ho seminato. Me ne vado. Son triste: ma sempre sono triste. Vengo dalle tue braccia. Non so dove vado. ... Dal tuo cuore mi dice addio un bimbo. Ed io gli dico addio.
Pablo Neruda |
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...io sono così perchè rispecchio quello che ho dentro..."....ho deciso di vivere la mia vita come una favola.Solo che questa non è stata ancora scritta." |
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